febbraio 2007

sciopero acquisti

 

Questo il testo che propongo di elaborare:

Il Partito Pirata Italiano si associa alle iniziative di SCIOPERO degli acquisti indetto negli U.S.A. Da Gizmodo nei confronti della RIIA e invita ad astenersi dagli acquisti di brani musicali protetti dalla SIAE per tutto il mese di Marzo. Le iniziative della SIAE per lo sfruttamento della cultura a beneficio degli editori piuttosto che degli autori devono essere ridimensionate e a sostegno di una sensibilizzazione politica sul problema l'unico modo di farsi intendere, come fruitori, è di toccare i detentori dei diritti, che sono ormai considerati dinastici, nel portafoglio. Per il mese di Marzo asteniamoci quindi dall'acquisto di qualsiasi brano musicale protetto dalla SIAE ricordando anche che Grazia Deledda e Luigi Pirandello sono ora liberi dalle royalty, rifiutiamoci di pagare la SIAE nei teatri dove vengono date le opere di quegli autori che sono finalmente patrimonio comune di tutta l'umanità. Alle Associazioni di consumatori chiediamo di aderire all'iniziativa affinché si possa finalmente dibattere su una più equa ripartizione dei diritti e dei doveri di chi specula sulla cultura e di chi alla cultura ha diritto.

questo stesso testo lo trovate qui dove potete liberamente modificarlo

Lettera a Rutelli

Il giorno 21 febbraio è stata inviata una RAR al Vicepresidente del Consiglio dei Ministri :

 

Signor Vice Presidente del Consiglio, on. Francesco Rutelli

abbiamo letto la risposta da Lei data alla Camera all'interrogazione dell'on. Nardi e, pur apprezzandone gli intenti dichiarati per quanto concerne il problema generale dei rapporti tra diritto di autore e consumatori ("dobbiamo lavorare per creare condizioni concorrenziali nel mercato, per la tutela del consumatore, ma senza diminuire le garanzie per gli autori"), riteniamo di doverLe segnalare che alcuni passaggi non corrispondono alla realtà dei fatti (il capoverso su quelli che Lei definisce "problemi gravi di violazione del diritto di autore, derivanti dall'utilizzo non corretto delle nuove tecnologie - internet - dalle pratiche di file sharing....").
L'acuirsi dei problemi deriva infatti dalla circostanza che le modifiche della legge 633/1941 volute dal suo predecessore, on.Urbani, puntando sul ricorso alle fattispecie penali, hanno seguito una logica strutturalmente estranea allo spirito di far evolvere un mercato concorrenziale davvero aperto e dunque garante dei cittadini utenti oltre che degli autori. Ha fatto il resto la propensione interpretativa scelta dalla SIAE, costantemente indirizzata ad estendere al di là della legge la protezione dei diritti di quei soggetti, non solo gli autori, che vengono prima dei cittadini utenti.
Nell'ultimo decennio, la nascita del web ha mutato in profondità modi e tempi di accesso dei cittadini alle opere intellettuali nelle loro variegate forme. E questo parallelo allargarsi del numero dei destinatari e ridursi dei tempi di diffusione non può che riflettersi sui meccanismi di tutela dei diritti degli autori. Se tali meccanismi di tutela restassero esattamente gli stessi di prima e soprattutto se non venissero opportunamente adeguati quelli relativi all'area dell'intermediazione tra autore e fruitore, vorrebbe dire escludere il fruitore dai benefici anche economici indotti delle nuove condizioni web, benefici che, per l'allargamento dei destinatari e la riduzione dei tempi, sono rilevanti.
Del resto, seppure non del tutto compiutamente, questioni connesse alle tematiche qui sollevate sono presenti già nel programma dell'Unione a proposito della diffusione dell'Open Source nelle amministrazioni, poi nelle reiterate dichiarazioni fatte dal sottosegretario Magnolfi durante e dopo le consultazioni ufficiali su Internet dello scorso autunno e infine nel testo del Manifesto per il Partito Democratico diffuso in questi giorni : " Vogliamo promuovere la libera circolazione dei prodotti dell'ingegno, anche attraverso le nuove forme di scambio rese possibili dalle tecnologie informatiche, se prive di fini di lucro, che consideriamo un fondamentale fattore di liberta', di eguaglianza e di diffusione della conoscenza".
Ci permettiamo pertanto di suggerirLe l'opportunità di rivedere la denominazione stessa del costituendo Comitato presso la Presidenza del Consiglio, dal momento che la qualifica di Comitato Antipirateria ci pare del tutto parziale e depistante dai reali problemi.
Desideriamo in conclusione rivolgerLe la richiesta di consentire la possibilità che rappresentanti della nostra Associazione – e di altre impegnate sul tema della trasformazione delle norme sul diritto di autore in chiave di maggior equilibrio tra i vari soggetti coinvolti – siano sentiti stabilmente dal costituendo Comitato in maniera da poter in quella sede fornire più ampie e dettagliate osservazioni tecniche in materia.

Confidando nella Sua attenzione, Le porgiamo i migliori saluti

Area iscritti

Gli iscritti, dopo essersi logati, possono accedere alla "situazione di cassa" dal menù Consiglio Direttivo-Situazione di cassa, ovvero al
http://www.partito-pirata.it/?q=node/66
controllando se è registrato il versamento della propria quota
buon lavoro
athos

technorati

questo post solo per incominciare le procedure necessarie per essere anche noi su technorati. Pirati 2.0

 

cla

Technorati Profile

Iscrizione Partito Pirata

Chiediamo scusa per la precente e-mail formattata iso 8859-1 mal supportato dal database Sql, la presente è formattata UTF-8 e dovrebbe giungervi corretta, segnalate, per cortesia, eventuali malfunzionamenti, grazie.

Ricevi questa e-mail in quanto iscritto al Partito Pirata.
Augurandoci tu voglia dimostrare tangibilmente la tua solidarietà alle
nostre iniziative, ti invitiamo a sottoscrivere la quota di iscrizione
on-line su http://www.partito-pirata.it/payPP.php
Verrai indirizzato al sito di Paypal, dove potrai effettuare il
versamento in tutta sicurezza sia con Paypal che con carte di credito o
debito, a fronte del quale Paypal provvederà ad inviarti regolare
ricevuta.

Nel ringraziarti per il tuo contributo, ti porgiamo i nostri più
cordiali saluti,

Ass. Partito Pirata

prova trasmissione UTF 8

Ricevi questa e-mail in quanto iscritto al Partito Pirata.
Augurandoci tu voglia dimostrare tangibilmente la tua solidarietà alle
nostre iniziative, ti invitiamo a sottoscrivere la quota di iscrizione/partecipazione on-line su

http://www.partito-pirata.it/payPP.php


Verrai indirizzato al sito di Paypal, dove potrai effettuare il
versamento in tutta sicurezza sia con Paypal che con carte di credito o debito, a fronte del quale Paypal provvederà ad inviarti regolare
ricevuta.

Nel ringraziarti per il tuo contributo, ti porgiamo i nostri più
cordiali saluti,

Ass. Partito Pirata

p.s. trasmissione di prova cod. UTF 8 ai soli amministratori, scusate il disturbo, purtroppo anche drupal ha le sue esigenze :-)

Quota associativa/Iscrizione

Abbiamo aperto il versamento della quota associativa o d'iscrizione al Partito Pirata, potrai effettuare l'operazione seguendo il link:

http://www.partito-pirata.it/payPP.php

verrai indirizzato a Paypal dove potrai effettuare l'operazione sia
con Paypal che con altre carte di credito o debito. Paypal provvederà
ad inviarti regolare ricevuta. L'operazione è sicura e semplice.

Se preferisci altri sistemi contattaci

Una pagina riservata agl'iscritti renderà noto il bilancio aggiornato settimanalmente, l'accesso, previo login, è dal sottomenù Situazione di cassa- Consiglio Direttivo.

Iscrizione

Abbiamo aperto il versamento della quota associativa al Partito Pirata, potrai effettuare l'operazione seguendo il link:

http://www.partito-pirata.it/payPP.php

verrai indirizzato a Paypal dove potrai effettuare l'operazione sia
con Paypal che con altre carte di credito o debito. Paypal provvederà
ad inviarti regolare ricevuta. L'operazione è sicura e semplice.

Nel caso tu volessi utilizzare altri sistemi di pagamento contatta:

postmaster@partito-pirata.it

Una pagina pubblica renderà noto il bilancio aggiornato settimanalmente.

Partito Pirata

Ricevi questa e-mail in quanto iscritto al Partito Pirata
Augurandoci tu voglia dimostrare tangibilmente la tua solidarietà alle
ns iniziative ti invitiamo a sottoscrivere la quota d'iscrizione
all'indirizzo
http://www.partito-pirata.it/payPP.php
verrai indirizzato a Paypal dove potrai effettuare l'operazione sia
con Paypal che con altre carte di credito o debito. Paypal provvederà
ad inviarti regolare ricevuta. L'operazione è sicura e semplice.

Roberto Perotti: ABOLIAMO LA SIAE

Ma il copyright può tutelare ancora il mercato?
di Roberto Perotti

(articolo pubblicato sul sole24ore il 09/02/07)

Per la Corte di cassazione scaricare da internet files protetti da copyright non è reato se non c'è scopo di lucro. Benché si riferisca in realtà a fatti coperti dalla normativa precedente alla legge Urbani, questa sentenza è un'utile occasione per discutere di proprietà intellettuale (copyright e brevetti) in un'economia moderna. Sulla carta, la legge Urbani (che peraltro non verrà mai applicata) è tra le più severe d'Europa. Ma ha ancora senso la proprietà intellettuale? Lo dico come provocazione personale. So per esempio che il direttore del Sole24 Ore, anche perché ha fatto l'editore, la pensa in maniera opposta. Ma parliamone... Partiamo dal caso più semplice, il copyright artistico, cioè la proibizione di copiare, rivendere o utilizzare in pubblico un cd o un dvd, che di fatto attribuisce al produttore un diritto di monopolio. L'argomento usuale della Siae e della sua controparte americana, la Riaa, è che questo monopolio permette agli autori di recuperare i costi fissi per produrre una canzone.
In sua assenza, molte opere d'arte non verrebbero prodotte, e il mondo sarebbe più povero culturalmente. Ma questo è falso.
Lo sostengono Michele Boldrin e David Levine ( due economisti della Washington University di St. Louis)in un bellissimo libro disponibile su internet, su cui gran parte di questo articolo è basato. Bach, Mozart e Beethoven scrissero la loro musica quando il copyright non esisteva e gli spartiti (i cd del XVIII secolo)venivano copiati liberamente. E certamente Picasso avrebbe dipinto Guernica anche senza royalties su ogni poster che riproduce il quadro.
Abolire il copyright non significa che un artista non possa vivere del proprio lavoro. Se un cd di Madonna potesse essere copiato e rivenduto liberamente, la prima copia costerebbe molto più del prezzo attuale, perché porta con sé il diritto di rivendere il contenuto a qualsiasi prezzo il mercato accetti. Le copie successive scenderebbero progressivamente di prezzo, esattamente come oggi molti spendono 10 euro per guardare un film il weekend dell'uscita mentre potrebbero vederlo a 3 euro dopo due mesi al cineforum.
I profitti degli autori sarebbero in ogni caso sufficienti per coprire i costi iniziali e offrire una remunerazione aggiuntiva; verrebbero però grandemente ridotte le enormi remunerazioni dei cantanti e attori di punta. Si dice spesso che questi guadagni sono determinati dal gradimento del pubblico, e quindi dal mercato. Vero, ma sta a noi decidere se vogliamo che il mercato sia monopolistico o concorrenziale. Per chi crede nel mercato, ma non riesce a riconciliarsi con l'idea che un'artista possa guadagnare milioni per cantare mentre si fa crocifiggere su una struttura di vetro pensando di fare chi sa quale operazione culturale, oppure per fare monologhi più o meno incoerenti alla televisione, la soluzione non è la censura (che non funziona mai), ma l'abolizione del copyright.
Né il mondo sarebbe culturalmente più povero senza copyright, anzi. Scomparirebbero le case discografiche, che oggi si accaparrano enormi rendite e di fatto consentono l'accesso a pochi artisti. Molti più di questi ultimi avrebbero quindi accesso al mercato, non essendovi più bisogno della Siae che, di fatto,tiene alti i prezzi e i costi proteggendo il monopolio di quei pochi che vengono distribuiti. Dobbiamo però temere che gli artisti esteri diserteranno il mercato italiano perché non protetto dal copyright? No, perché il prezzo che potranno ottenere è sempre maggiore di zero.
Lo stesso discorso vale per gli altri casi di copyright artistico, cioè per libri e film, e in genere per la proprietà intellettuale, inclusi quindi i brevetti scientifici. Quasi tutte le industrie nuove non avevano copyright nella fase iniziale e più innovativa. In decine di settori tra i più innovativi (moda,banche d'investimento,open source software) i costi fissi sono alti eppure non ci sono brevetti.
Si dice spesso che il brevetto consente la ricerca in farmaci con alti costi di sviluppo e domanda limitata, e quindi beneficia tutto il mondo. Ma i costi fissi sopportati dall'industria farmaceutica sono più limitati di quanto si creda, e la domanda è elastica. Fino al 1978 in Italia i brevetti farmaceutici erano proibiti, eppure la nostra industria farmaceutica era composta di decine di aziende con una reputazione mondiale di innovazione;sappiamo tutti cosa è successo negli ultimi 30 anni.
Questi sono argomenti delicati, che richiedono un dibattito serio e rigoroso. Per ora potremmo accontentarci di un passo più modesto ma significativo. Se il ministro Bersani cerca già idee per la prossima lenzuolata, eccone una: ministro, abolisca la Siae.


Fatal error: Unknown: Cannot find save handler mm in Unknown on line 0