maggio 2009

Alle Europee vota un Pirata

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Alessandro Bottoni web site:
http://www.alessandrobottoni.it/
http://www.ilprogettoarancione.it/

per contatti:
info@alessandrobottoni.it
info@ilprogettoarancione.it

Vogliamo un hacktivist al Parlamento europeo. E vi diciamo perchè.

Perché l’attacco alla libertà della rete, nel parlamento di Strasburgo, è tutt’altro che scongiurato. Proprio in queste ore, in quell’aula, si è deciso di rimandare le decisioni. Certo, lì, in quell’aula, è stato ribadito – grazie alla mobilitazione di centinaia di netizen – che nessun altro, oltre ad un giudice, può decidere la sospensione del diritto all’accesso in rete. Ma il rischio di una rete meno libera di come l’abbiamo immaginata, continua ad esistere: perché a settembre tornerà all’ordine del giorno la proposta di assegnare ai fornitori di rete, la gestione degli accessi. E così tornerà d’attualità il rischio che un privato possa decidere cosa un utente può consultare e cosa gli è proibito. Sarebbe la fine, decretata con un provvedimento, della neutralità della rete.

Ecco perché è importante che nel prossimo Parlamento europeo ci sia un hacktivist. Ed è importante che questa battaglia di libertà non sia affidata solo alla “delegazione svedese” (dove, sembra, il partito pirata riuscirà a superare il quorum), ma possa contare su un “delegato” italiano. Perché, anche se non appare mai sui media tradizionali, è proprio il nostro paese uno dei più impegnati nel ridurre al silenzio la rete, le sue comunità. L’elenco di provocazioni, di leggi, di dichiarazioni è sterminato. Si va dal progetto di legge dell’onorevole Carlucci che finge di occuparsi di lotta alla pedofilia, per arrivare a colpire lo scambio di file anonimo. Proposta di legge scritta sotto dettatura delle major del cinema e della musica. Si va dal ministro Brunetta, che finge di prendere atto del digital divide che affligge il nostro paese, arrivando poi però a prospettare una improbabile soluzione di computer a basso costo. Una sorta di novello Negroponte, in cui il governo non ci mette una lire ma di cui una sola cosa è chiara: quei pc avranno sistemi operativi Microsoft. Kernel chiusi, codici sorgente proprietari. Come già avviene nel novanta per cento della pubblica amministrazione italiana. Dove il rifiuto all’open source diventa l’occasione per un regalo di centinaia di milioni di euro ai monopolisti, dove si mette in forse il lavoro di migliaia di analisti, di soft-house. Per finire alla Siae. Che in queste ore riempie di suoi comunicati i giornali italiani, sostenendo che apre alla diffusione delle opere musicali in Internet. Scelta tardiva che non è altro che l’applicazione di quanto deciso nel nuovo regolamento dell’istituto varato due anni fa, ma scelta – soprattutto – rivelatrice di come la Siae si senta ancora proprietaria esclusiva di tutte le opere dell’ingegno. Al punto che l’istituto – come hanno sottolineato autorevoli avvocati – arriva a scrivere di volersi aprire “alla diffusione di brani musicali” on line. Come se potesse decidere la Siae cosa aprire e cosa chiudere, come se quei brani non fossero nella disponibilità dei loro autori. Come se non esistessero già in Italia significative esperienze di Creative Commons.

Questo è il clima nel nostro paese. Dove autoritarismo e incompetenza producono una miscela pericolissima. Per questo sosteniamo un hacktvist al Parlamento europeo. Perché combatta l’improvvisazione e la vocazione al controllo. Perché affermi il diritto alla condivisione dei saperi, della cultura come diritto inalienabile del cittadino di questo millennio. Per questo chiediamo di votare Alessandro Bottoni, segretario del partito pirata, indipendente nelle liste di Sinistra e Libertà. Se poi questa sua candidatura significa anche che la sinistra, una nuova sinistra, abbia abbandonato vecchi slogan per provare a capire quali siano i nuovi territori del conflitto, meglio. Se poi questa candidatura significa che la sinistra voglia riscoprire il valore della libertà, come battaglia fondamentale, meglio per tutti. In ogni caso, sarebbe importante se Alessandro riuscisse ad arrivare a Strasburgo. Votiamolo.

I firmatari dell’appello

Fausto Napoletano, HackCaserta-81100

Arturo Di Corinto (giornalista, saggista, insegnante, responsabile dei Progetti Open Source del C.A.T.T.I.D)

Sergio Bellucci (esponente del Movimento politico per la sinistra, esperto di comunicazione)

Guido Iodice (autore televisivo, blogger)

G.Panti, no1984.org

Giorgio Ippoliti, no1984.org

Alberto Guglielmo, hacker senior e activist no1984.org

Luca Presta, informatico

Claudio Brovelli, tecnico TELCO

Giorgio Ippoliti, insegnante

Enzo Aggazio software developer, collaboratore rivista HAX

Athos Gualazzi, presidente Partito Pirata

Fiorello Cortiana ex parlamentare Europeo

Alberto Guglielmo hacker senior e activist no1984.org

Luca Presta informatico

Claudio Brovelli TELCO

Giorgio Ippoliti insegnante

Matteo G.P. Flora CEO & Partner The Fool s.r.l

Francesco Petetta Universitario

Luca Ceccarelli Guru@Work

Marta Villa Universitaria

Daniele Minotti Studio Legale Minotti

Lele Rozza Candidato Comunali Pavia

Giuseppe Guerrasio Master WEB Agency Srl

Francesca Bria

Simone Stella

Carlo Infante docente universitario

Flavia Marzano Consulente Strategico per la PA

Emanuele Patti dir. ARCI

Giulio Fior Fuffa Evangelist Archeometra Srl

Paolo Brini informatico Dip. Parlamento Europeo

Monica Mazzittelli scrittrice

Francesco Tupone IT manager A.T.E.R

Guido Scorza avvocato, giornalista

Letizia Palmisano libera professionista

Francesca Maffei casalinga

Batseba Hardy fotgrafo

Giovanni Battista Gallus Studio Legale Gallus Cardia

Giuseppe Puopolo musicista

Alessandra Minoni hacker

Filippo Martorana

Lorenzo De Tomasi libero professionista Art Director

Gianluca Varisco Web Engineer Red Hat

Alessio R. Pennasilico Security Evangelist Alba S.T. srl

Cristina Leonardi artista

Maurizio Zammataro attivista

Francesco Paolo Micozzi avvocato

Joanne Maria Pini docente Conservatorio

Epto Tramaci informatico

Giuseppe Pende informatico

Luisa Vinciguerra insegnante

Roberto Tupone presidente Linux club Roma

Pasquale Lopriore Web engineer InnovaPuglia

Alexjan Carraturo Web engineer

Denise Fasanelli attivista

Giuliano Natali poeta

Salvatore Tucci docente universitario

Gianluca Boccacci

Nuccio Cantelmi avvocato

Gennaro Francione magistrato in pensione

Giuseppe Campnelli avvocato

Maximiliano Caldarelli impiegato SIAE

Barbara Gasperini infermiera

Silvia Maffei agricoltore

Aurelio Liguori docente univesitario

Federico Croci insegnante

Alessandro Rozza dip. Universitŕ d.S. Mi

Michele Agostinelli - Candidato al Comune di Prato per la lista
Sinistra e Libertà - Socio Prato Linux User Group


Fermiamo i brevetti software!!

Crittografia e legge sulla privacy

La legislazione sulla privacy in Italia è riferibile agli art.15 e 21 della Costituzione, nel Codice penale (Capo III - Sezione IV) e - parzialmente - nel Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, intitolato "Codice in materia di protezione dei dati personali" e noto, impropriamente, anche come "Testo unico sulla privacy" o "legge sulla privacy".

La privacy è un argomento del quale i governi hanno iniziato ad occuparsi più approfonditamente soltanto recentemente. Le spinte per una maggiore o minore protezione della privacy sono contrastanti, a seconda che prevalga la difesa dei diritti l'individuo o la prevenzione della criminalità. Da una parte c'è chi desidera proteggere la propria privacy come diritto fondamentale e dall'altra c'è chi vi rinuncerebbe, in favore di un maggiore controllo sui malviventi; un controllo del tutto illusorio, tuttavia, come la cronaca ci ha mostrato più di una volta.


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