settembre 2009

Elezioni in Germania

adesione L'avventura tedesca porta il Partito Pirata a un 2,1 % di consensi, il primo partito escluso dal Bundenstag. Diversamente dai sondaggi che lo davano ad un eufemistico 10% il risultato reale è sicuramente un segnale importante. I nostri temi finalmente cominciano ad avere un peso, finalmente possiamo dire che non si tratta di goliardia ma di voglia di cambiamento, di consapevolezza che, al di la di un nome volutamente provocatorio, le richieste, comuni a tutti i partiti pirata, sono più che lecite e fondamentali per uno sviluppo sociale equo, libero e democratico. Il successo del Piratpartiet in Svezia e ora del Piratenpartei in Germania, minore sicuramente ma non meno importante, sono un chiaro segnale che la gente inizia a fare proprie le nostre battaglie. Ancorché il digital divide una Rete libera, una revisione degli accordi internazionali sul copyright, brevetti e in generale sui diritti fondamentali alla cultura, informazione libera e una economia che non sia finalizzata unicamente al profitto stanno diventando richieste sempre più condivise principalmente per le giovani generazioni, le generazioni che voteranno nel prossimo futuro. Certo con il 2,1% dei consensi non sono entrati in Parlamento ma alle prossime elezioni?

RomaEuropa WebFactory 2009/2010 = RomaEuropa FakeFactory!

COMUNICATO STAMPA

La seconda edizione di RomaEuropa Web Factory sta per partire.

In Europa si sta decidendo del futuro della Rete

La delegazione per il comitato di conciliazione è stata formata. Il 28 sera il comitato si riunirà e in un'oretta deciderà quali parti del pacchetto Telekom portare in conciliazione e quali no. Una campagna con obiettivo i negoziatori del Parlamento è in fase di preparazione e verrà lanciata in 24/48 ore. http://werebuild.eu/wiki/index.php/Operation_revelation

Nel link trovate la prima bozza di campagna (già abbastanza avanzata, se ne avete bisogno potete anche considerarla finale), l'elenco dei nomi della delegazione del Parlamento con relativi numeri di telefono, di fax e indirizzi e-mail. Mi auguro che possiate dare quanto più risalto possibile all'iniziativa, ormai siamo alla fase finale in cui molte delle decisioni in merito alla chiusura di Internet saranno prese in un modo per il quale sarà difficile tornare indietro se non in periodi lunghi.

Gli ultimi 5-6 articoli di:

http://blog.tntvillage.scambioetico.org

potrebbero forse darvi ulteriori ispirazioni.

Da non sottovalutare il fortissimo discorso di Genachowski della FCC a difesa della Net Neutrality.

Paolo Brini

Siamo al fondo del barile?

Stiamo attraversando uno dei periodi più oscuri della nostra storia, è paragonabile ai periodi di poco precedenti l'inquisizione e il nazifascismo.

castellini

(grafica Castellini)

A fronte di una classe politica ormai eletta a aristocrazia sono continui e proditori gli attacchi alla libertà e alla democrazia. Di questi giorni il DDL Pecorella/Costa che vuole equiparare Internet alla stampa gravandola di tutti gli oneri ma non dei benefici infatti ne prevede la re e corresponsabilità ma non i contributi che la stampa, perlomeno quella cartacea, gode. Questo DDL di fatto obbligando i blogger a dotarsi di direttore responsabile e relativa registrazione della testata affossa la libertà di espressione che la Rete ha sin qui avuto, pochi saranno disposti ad accogliere commenti e fornire informazioni non di regime, gli stessi fornitori di collegamento sono chiamati a corresponsabilità e poco saranno disposti alla libertà per i fruitori. Sempre di questi giorni con poche e semplici parole: "condizioni che limitano l’accesso a, e/o l’utilizzo di, servizi e applicazioni" il Pacchetto Telecom ribalta il diritto degli utenti di comunicare liberamente nel cyberspazio trasformandolo nel diritto degli operatori di imporre restrizioni. Sono ben tre le direttive che minano alle fondamenta la Netneutrality assegnando ai fornitori di collegamento alla Rete la discrezionalità di bloccare l'uso di applicazioni e servizi, che potrebbero includere Skype e file sharing tramite p2p, nonché qualsiasi sito web. Il Pacchetto Telecom contiene disposizioni che stabiliscono i principi legali per misure governative che limitino Internet a scopo politico, di fatto legalizzando la censura di notizie contrarie al regime. Le disposizione sono presenti in una serie di articoli scritti e voluti da grandi società di telecomunicazioni e major dell’industria dell’intrattenimento (EMI, Sony, Time Warner, Mediaset e altri) col beneplacito di alcuni governi fra i quali il nostro. Maggiori informazioni e dettagli sono reperibili sul sito Quadraturedunet: che invita a chiamare i membri del Parlamento europeo (MEP), che erano a favore dei diritti fondamentali dei cittadini e delle libertà in passato, e chiedere loro di fare tutto il possibile per partecipare al comitato di conciliazione del pacchetto telekom.

Rickard Falkvinge a Agorà Digitale di Luca Annunziata

da Punto Informatico:

Partito Pirata: il programma europeo di Luca Annunziata

Rick Falkvinge parla di ciò che si accinge a realizzare al Parlamento UE. Tra dottrina Sarkozy e diritto alla privacy, per tentare di aumentare le garanzie digitali per i cittadini Roma - Dal fondatore e leader del primo Partito Pirata in circolazione, quello svedese, ci si aspetterebbe un assalto al diritto d'autore e all'establishment dei detentori dei diritti con il proverbiale coltello tra i denti. Eppure, ascoltando e osservando Rick Falkvinge durante uno delle sue prime uscite pubbliche dopo l'elezione al seggio europeo, si ha l'impressione di essere al cospetto di un oratore di buon livello e di un politico lucido: che fa delle proposte ragionevoli, condivisibili, apprezzabili. Ma che, fermandosi a riflettere un attimo, sono potenzialmente dirompenti in un contesto come quello della UE dove sono in discussione il Pacchetto Telecom e la dottrina Sarkozy. Certo, l'occasione nella quale il discorso di Falkvinge si tiene aiuta senz'altro: il primo congresso della neonata associazione Agorà Digitale, tenutosi a Salerno a margine di una settimana di lavori del Partito Radicale, e che proprio negli esponenti del partito il cui leader è Marco Cappato ha trovato fondatori e primi sostenitori. Una platea ben disposta ad ascoltare e raccogliere suggerimenti, mutuare l'esperienza del Partito Pirata in Svezia: che alle ultime elezioni si è preso la soddisfazione di divenire la terza forza politica del paese, superando organizzazioni sulla piazza da molti anni e con un apparato associativo di gran lunga più capillare e in teoria radicato di quello dei seguaci dei bucanieri. Falkvinge, in ogni caso, non è tipo da nascondersi dietro un dito: ammette candidamente che senza la vicenda The Pirate Bay, senza il raid del 2006 e il processo del 2009, forse il suo partito non sarebbe dove si trova adesso. Ma, allo stesso tempo, è pronto a rivendicare il suo seggio al Parlamento Europeo con alcune proposte (concrete o meno si vedrà) che ovviamente riguardano i temi caldi della sua campagna elettorale e che molto cari risultano agli abitanti della Rete: anonimato, copyright, equo compenso e, dulcis in fundo, ACTA.


Fatal error: Unknown: Cannot find save handler mm in Unknown on line 0