febbraio 2011

Huffington economy

Qualche giorno fa America OnLine si è comprata per 315 milioni di dollari lo “Huffington Post” di Arianna Huffington (http://www.huffingtonpost.com/). Per chi non lo sapesse, lo Huffington post è un gigantesco aggregatore di notizie che raccoglie informazioni da oltre 3000 blog. Grazie a questi 3000 blogger, lo Huffington post produce un traffico medio intorno ai 9 milioni di visitatori unici al mese (il mio blog personale ne produce mediamente circa tremila) e permette ai suoi gestori di fatturare qualcosa come 16 milioni di dollari all'anno di pubblicità. Nonostante questo, lo Huffington post dà lavoro a soli 89 dipendenti e non paga una lira a nessuno dei suoi 3000 “contributor”. Arianna Huffington, invece, riceverà nel 2011 circa 2 milioni di US$ di stipendio da AOL. In buona sostanza, si tratta della più colossale e spudorata operazione d sfruttamento abusivo di manodopera mai concepito in campo editoriale. Ovviamente, alla notizia dei 2 milioni di US$ di stipendio percepiti dalla titolare i suoi 3000 schiavi (perché di schiavi si tratta) hanno minacciato lo sciopero. Questo è solo il primo caso, e per ora il più clamoroso, di una situazione che siamo destinati a vedere sempre più spesso.

E se l'assenza di un leader fosse un'opportunità?

pirataPoiché è ormai evidente ed assodato che deputati e senatori sono sul “mercato” andiamo all'asta e compriamoli noi, noi cittadini. Raccogliamo fondi da mettere a disposizione di chiunque deputato o senatore decida di passare dalla nostra parte. Compriamo il Parlamento. Per salvare la faccia mettiamo in piedi fondazioni e nominiamoli amministratori delegati o al vertice di qualche altra istituzione redditizia e, naturalmente, inutile. Ovviamente la mia è una provocazione, è cinismo ma, a quanto pare è la realtà quotidiana, vedi il gruppo di deputati che hanno salvato il boss dalle dimissioni o gli enti inutili sempre promessi di eliminazione ad ogni elezione e mai realmente cancellati. A parlare di democrazia diretta, a questo punto, viene da vergognarsi, ci si sente marziani. Altro che partecipazione ormai non si può parlare che di partecipazione a delinquere. Paghiamo tutti i compromessi sbagliati che abbiamo fatto in questi ultimi 15/20 anni, gli inciuci che hanno minato alla base la nostra democrazia, errori madornali come quello di non applicare un divieto a candidarsi qualora titolari di concessioni governative. Rimbecilliti dalla televisione e dalle sceneggiate che trasmette in continuazione sono poche le persone che pensano di potersi opporre a questa deriva suicida. Non si tratta più solo di qualche episodio ma di una consuetudine subdola che si è insinuata nel vivere quotidiano, nella mentalità comune, accettata come naturale.

Un mondo senza Windows

stradaleOggi (25 Gennaio 2010) è stata depositata in tribunale l'istanza di una class action di ADUC contro Microsoft per l'annosa questione della preinstallazione forzata di Windows.

Come sapete, la principale ragione per cui i nostri concittadini si ostinano ad utilizzare Windows è che non conoscono nient'altro. E non conoscono nient'altro anche (ma non solo) perché si trovano Windows pre-installato sul PC al momento dell'acquisto. Sanno benissimo che, anche riportando i CD (quando esistono) al rivenditore non sarebbe mai possibile ottenere la restituzione di una qualunque somma di denaro, anche minima, per cui fanno buon viso a cattivo gioco e se lo tengono. Grazie a questo meccanismo, Microsoft continua a dominare il mercato ed i nostri concittadini continuano ad usare l'unico sistema operativo al mondo che abbia bisogno del pannolone-antivirus per funzionare in condizioni di sicurezza.

Ora, finalmente, è stata depositata una richiesta collettiva di risarcimento (“class action”) contro Microsoft in cui si chiede al Giudice di imporre a Microsoft di riprendersi il suo software e di restituire agli utenti la somma corrispondente. Questa richiesta di ADUC si basa su un precedente del 2007 in cui un Giudice di Pace aveva già dato ragione ad un utente che voleva indietro i suoi soldi. Ci sono quindi fondate speranze di ottenere soddisfazione.

Scumm fest al Fusolab

locandina

Se pensate che Pisanu non debba mai più mettere bocca su Internet…
Se preferite giocare a Monkey Island piuttosto che seguire una
conferenza della Carlucci…
Se Bondi è nei vostri incubi peggiori, più di Willie L’Orbo… ma anche
Mubarak non scherza...
ALLORA NON SIETE SOLI!
I PIRATI SONO DI NUOVO TRA VOI



L'associazione Italian Pirate Party installerà su tutte le piattaforme esistenti
l'emulatore di giochi scummvm.org

Giovedì 10 febbraio 2011 ore 21 Via G. Pitacco 29 - ingresso libero

 

 

Ma il foro è attivo?

Ciao a tutti, mi sono appena iscritto.

Ma questo foro è attivo? Vedo che tutti i post sono vecchi.

Forse vengono usate più le mailing list open e soci?

uniti e diversi

trovo molto interessanti le proposte portate avanti dai pirati, ma allo stesso tempo temo che non abbiano la visibilità che meriterebbero, l'unica soluzione secondo me è unirsi in un soggetto politico più ampio,unendo idee, risorse e competenze, perciò vorrei sapere che ne pensate del progetto Uniti e Diversi http://www.unitiediversi.it/


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