Marina Weisband intervistata da Hank Pellissier

Marina WeisbandIntervista con il direttore politico del Partito Pirata tedesco Marina Weisband.
di Hank Pellissier

Grazie al Piraten Partei

logo PPde  Dopo il successo alle ultime elezioni europee ora è la volta di Berlino a consegnare ai nostri cugini tedeschi il risultato del 9% di rappresentanti al Parlamento. Un risultato decisamente esaltante, il 15% degli under 34 hanno votato per il Piraten Partei. Il manifesto elettorale chiedeva un salario minimo garantito, trasparenza nella pubblica amministrazione, la Rete libera e libera condivisione, questi i principali punti rivendicati.

Punti che non possiamo non condividere e fare nostri. Ottimo lavoro Pirati, grazie, questo successo deve essere replicato anche in Italia dove la democrazia è ormai una parola vuota. Un allarme deve essere lanciato per i continui tentativi d'imbrigliare, peggio che in Cina, la Rete come accadrebbe se passasse il disegno di legge recentemente presentato a firma Centemero/Versace che sostanzialmente prevede, come scrive Fulvio Sarzana di S. Ipolito :

1) i cittadini, al di fuori di qualsiasi procedimento giudiziale e di ricorso alla magistratura potranno essere sospesi nell’accesso ad internet se un semplice cittadino informa un provider della possibile violazione delle norme sul diritto d’autore o sui marchi e brevetti;

2) i provider dovranno preparare liste di proscrizione di cittadini che sono sospettati di violare il diritto d’autore o il diritto dei marchi e dei brevetti;

Col favore delle ferie

Dopo un anno di duro lavoro (per i fortunati che un lavoro ancora ce l'hanno), vorremmo poterci disinteressare per qualche tempo della vita politica del paese e rilassarci sotto l'ombrellone con una copia della Settimana Enigmistica in una mano ed una aranciata nell'altra. Purtroppo, in un paese come l'Italia, guidato da un Governo come quello che abbiamo, questo è un lusso che non possiamo permetterci.

Tra le molte leggi e leggine che questo governo e la sua rappresentanza al Parlamento Europeo stanno cercando di far passare “col favore delle Ferie d'Agosto” ce ne sono due che, se approvate, avrebbero degli effetti devastanti sul nostro universo digitale e culturale. La prima è l'effetto di una curiosa dimenticanza del legislatore. Grazie ad un vuoto legislativo ed all'inspiegabile disinteresse dei ministeri preposti, è possibile che alcune delle preziose frequenze radio destinate al Digitale Terrestre vengano regalate (si: proprio regalate) a RAI e Mediaset senza nessuna gara di appalto e senza nessun corrispettivo economico. In altri termini, tre o quattro miliardi di euro che lo Stato Italiano si appresta a regalare a RAI e Mediaset (Berlusconi) nello stesso momento in cui si appresta a chiedere a tutti noi “lacrime e sangue” per evitare il tracollo finanziario del Paese.

Follia in Norvegia

Quello che è accaduto in Norvegia non deve giustificare nessuna restrizione delle libertà e della democrazia. Ciò che un pazzo può fare è imprevedibile e prevenibile solo con una coscienza collettiva derivante da una maggior democrazia e partecipazione. Le condoglianze e la solidarietà vanno al Popolo Norvegese, ai parenti e amici delle vittime cui siamo vicini.

Il testo condiviso da tutti i pirati che compongono l' Internazionale dei Partiti Pirata

Risposta di Alessandro Bottoni, Segretario del Partito Pirata Italiano, al documento pubblicato da SIAE

Risposta di Alessandro Bottoni, Segretario del Partito Pirata Italiano, al documento pubblicato da SIAE a questo indirizzo:

http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=1


 

Q: Perché il diritto d’autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?

A: Non posso parlare per altri ma, di sicuro, nè il Partito Pirata come associazione né io personalmente abbiamo mai sostenuto una simile idiozia. Francamente, mi risulta che ormai sia piuttosto poca la gente che sostiene questa tesi radicale anche fuori dal nostro circuito. Certo Richard Falkvinge, il fondatore del PP Svedese, a suo tempo ha sostenuto la necessità di abolire il concetto di “copyright” per cui una posizione del genere sicuramente è esistita in passato, esiste tuttora ed è sostenuta da qualcuno, forse persino da molte persone.

Vale la pena notare che queste persone solitamente sostengono che sia necessario abolire il “copyright” (cioè il “diritto di copia”) e NON il “diritto d'autore”. C'è una enorme differenza tra questi due concetti. Il copyright riguarda il diritto di creare copie da parte del distributore del prodotto ed è l'elemento di diritto fondamentale nel mondo anglosassone. Il diritto d'autore riguarda i diritti (morali e materiali) dell'autore sulla sua opera ed è l'elemento fondamentale del diritto nei paesi di tradizione latina come il nostro. Lottare contro l'uno non significa necessariamente lottare anche contro l'altro.

Diretta "La notte della Rete"

Da Roma diretta streaming de "La notte della Rete" 5 luglio 2011 ore 17,30

I Pirati della Repubblica Ceca sfidano le lobby dell'intrattenimento

I Pirati della Repubblica Ceca hanno messo online un Sito Web con Links e rischiano lo scioglimento e una multa di milioni di euro!
dipinto battagliaIl Partito Pirata Repubblica Ceca ha messo online un sito web: www.piratskefilmy.cz dove la gente puo' trovare 20.000 links a più di 5.800 film. I film stessi non risiedono sul sito web. Pubblicando i links, i Pirati stanno portando l'attenzione al caso assurdo di uno studente della High School a Liberec, che è stato oggetto di denuncia e bullismo da parte dell'Unione Ceca dell'Anti-Pirateria e dalla polizia stessa. La pubblicazione di LINKS in Internet NON è un CRIMINE.
Il numero dei LINKS sul Sito Web del Partito Pirata supera di almeno di dieci volte il numero dei LINKS sul Sito Web dello Studente di Liberec.
Il sedicenne ragazzo di Liberec è stato accusato di aver postato LINKS in Internet sul suo sito Web.
Il calcolo dei danni presunti effettuato dall' Unione Ceca per l'Anti-Pirateria e' di EURO 5.700.000 (CZK 138.000.000).
Opprimendo i giovani, l'Unione Ceca per l' AntiPirateria, con il supporto dello stato, sta tentando invano di salvare il vecchio modello di business, che ha smesso di funzionare nell'Era di Internet.

Agcom e la fabbrica del ghiaccio

Stati Uniti d’America, inizi del XX secolo. L’America crede nel progresso e nella scienza. I piroscafi attraversano l’Atlantico, i treni corrono sempre più veloci, le lampadine inventate da Thomas Alva Edison sostituiscono le vecchie lampade a gas, l’energia elettrica incomincia ad entrare nelle case. Tutto sembra dire che la freccia del tempo continua ad andare in avanti. Sempre più velocemente. Alcuni giovani di belle speranze, appena usciti dalle più prestigiose Università americane dove hanno studiato la termodinamica, aprono delle piccole fabbriche ovunque nel Paese. Producono un nuovo marchingegno: il frigorifero domestico. Niente di tecnicamente rivoluzionario, sia chiaro. Macchine del genere già esistevano da tempo, ma erano grandi come case e riservate a chi era in possesso di ingenti capitali da investire nella fiorente industria del ghiaccio. Il frigorifero domestico è diverso: lo metti in cucina e via. Agli Americani, fieri individualisti, piace subito l’idea di farsi il ghiaccio in casa e di non dover più rivolgersi ai punti vendita per mettere in fresco le vivande e raffreddare i propri drink. Per i locali pubblici (bar, ristoranti) è una vera rivoluzione. Tra le classi meno abbienti impazza la moda della Coca Cola con ghiaccio e del whisky on the rocks. In pochi anni, infatti, il frigorifero è diventato sempre più economico e alla portata di chiunque, anche di impiegati e operai. L’industria del ghiaccio è in allarme. I suoi margini di profitto diminuiscono a vista d’occhio. Centinaia di analisti guardano i grafici delle revenue in picchiata. In borsa, a New York, tutti vogliono vendere le azioni delle industrie del ghiaccio. Ma nessuno sembra volerle comprare. “Spazzatura”, dicono a Wall Street.

Al Sindaco di Firenze Renzi

Lettera aperta:

Torre Palazzo Vecchio Firenze
Egr. Sindaco Renzi
Come Associazione Partito Pirata che si batte per la libertà e la democrazia, non solo in Rete, siamo rimasti sgomenti dal ripetuto sgombero di rifugiati politici somali ed eritrei, di cui l'ultimo il 27 Maggio.<http://www.csaexemerson.it/>. Siamo perplessi per il fatto che un giovane politico come Lei, che milita in un partito di sinistra, preferisca nascondere il problema umanitario di queste persone, come una parente sgradita, piuttosto che fornire l'assistenza e le risorse che permettano di risolverlo e anzi ostacoli attivamente i cittadini che se ne sono fatti carico a proprie spese.
Lei che è un esponente di quella che vorrebbe essere la nuova sinistra ha l'obbligo morale oltre che politico, senza contare il diritto internazionale, di favorire soluzioni che alcuni cittadini attuano spontaneamente sul territorio. Firenze è una città cosmopolita, vanto di tutta la Nazione, non ci faccia vergognare. Non ci aspettiamo meno da un giovane che potrebbe dimostrare all'atto pratico ciò che teorizza spesso nei suoi interventi televisivi.
Athos Gualazzi
presidente Associazione Partito Pirata

La polizia tedesca sequestra i server di Piraten Partei

Il 20 maggio 2011, la polizia tedesca  ha posto sotto sequestro un certo numero di server del Partito Pirata tedesco, che sono forniti dal provider AixIT a Offenbach, per un'azione investigativa, richiesta dalle autorita' francesi.
Le indagini pare non siano dirette contro il partito pirata, ma piuttosto verso utenti sconosciuti che utilizzavano
servizi IT (posta elettronica) e il contenuto di un cosiddetto Piratenpad, un sistema per aggirare eventuali blocchi nelle
comunicazioni in rete, utilizzato secondo gli investigatori per attaccare un server del gruppo francese EDF energia.

La portata e il danno per il Partito Pirata è enorme. "Due giorni prima delle elezioni di stato a Brema, la nostra homepage e gran parte della nostra infrastruttura di comunicazione e' paralizzata. L'azione è considerata uno scandalo assoluto", critica Sebastian Nerz presidente del Partito Pirata, e sottolinea che "il servizio dei server comprende circa 12.000 membri, paragonabile a una citta'di medie dimensioni. Il fatto che la struttura intera di informazione del più grande partito di opposizione extra-parlamentare sia costituita da servizi di rete, non puo' considerarsi un incidente isolato".

Su tale questione, il direttivo ha dichiarato:

Il direttivo del Partito Pirata della Germania sosterrà,  le autorità francesi nella loro indagine. L'accesso alla intera
infrastruttura tecnica è stata fornita, per quanto necessario. In tal modo, la ricerca mirata per set di dati specifici
dovrebbe essere stabilita. I risultati sono attesi con curiosità.
Il direttivo non dispone di informazioni che indicano la necessità di bloccare tutti i server del Partito Pirata. Secondo


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