Ma serve ancora il giornalista?

immagineMentre il mondo dell'editoria discute attorno alla difficile competizione tra giornalismo tradizionale e “citizen's journalism”, Wikileaks mette a soqquadro ancora una volta il mondo dei media. In verità, si tratta sempre della prima volta perché anche in questo caso a far notizia sono i documenti che riguardano la guerra in Iraq ed Afganistan. Nonostante questo, il messaggio è chiaro: a far “informazione” ormai è soprattutto il web, non i giornali tradizionali e meno che mai la televisione. Soprattutto, le notizie vengono ormai diffuse nella loro forma originaria, cruda e scottante, senza alcun filtro.

L'ingordigia delle major

Non c'è più sordo di chi non vuol sentire. A suo tempo, 30 dicembre 2009 il Ministro Bondi estese il decreto sul “legittimo compenso” ai dispositivi “idonei” o “capaci” di memorizzare dati travalicando il concetto espresso originariamente di “destinati a ...”, i consumatori protestarono e fecero presente che si trattava di un'indebito regalo alla SIAE. Ampliare il range della gabella portava a un'ingiustizia macroscopica, tra l'altro le somme in gioco si aggirano fra i trenta e i quaranta milioni di Euro all'anno. Sostenemmo che se già era ingiusto dover pagare sul presupposto che effettuando una copia privata questa fosse in violazione del copyright abnorme era la pretesa di pagare anche su tutto quello che fosse idoneo alla registrazione/archiviazione di dati.

Il ritorno del futurismo

Sono sicuro che ci avete fatto caso anche voi: quasi tutte le formazioni nate negli ultimi vent'anni hanno la parola “futuro” nel nome. Soprattutto quelle di destra. Basti pensare a “Fare Futuro” di Gianfranco Fini ed a “Italia Futura” di Luca Cordero di Montezemolo. Addirittura, sembra che la destra sia riuscita ad appropriarsi del titolo di “forza progressista” in questo paese lasciando la sinistra al palo. Ma, al di là di questi italianissimi paradossi, che cosa dovrebbe voler dire “fare futuro” al giorno d'oggi?

La censura che vale solo per i poveri

Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha perfettamente ragione quando dice: «La neutralità della rete è un tabù che ostacola la creazione dell’Ngn (Next generation network)» (come riporta Reppublica di qualche giorno fa), almeno come la intendono i  “padroni del vapore”. Ha detto qualcosa di simile qualcuno negli anni ’20/30: «....gli ebrei ostacolano lo sviluppo della razza ariana e la creazione della Grande Germania...». Certo l’ha detto in tedesco e non in inglese ma il senso è quello: abolire l’eguaglianza per prevaricare, per depredare, per il profitto.

Manifestazione FIOM-C.G.I.L. 17 OTTOBRE 2010

i pirati alla manifestazione della FIOM

il PP svedese resta fuori dal Parlamento

battaglia navale

DIRITTI UMANI E PRINCIPI PER INTERNET

Vilnius

 documento in discussione a Vilnius, traduzione di Anna Masera, pubblicato su www.lastampa.it/masera

All'IGF 2010 è in discussione "la Carta dei diritti umani e dei prìncipi su Internet":

I problemi di libertà sono infiniti

A sentirlo dire non può che lasciare un po' sconcertati che proprio negli Usa del democratico Obama, dichiarato da sempre amico di internet, vengano anche solo proposte cose come il controllo indiscriminato di cose come vari dati sulla posta elettronica e la ricerca su Google da parte dell'Fbi, senza mandato preventivo di una corte.

Che dire, staremo a vedere quanto sono efficaci i movimenti civili, che si sono messi subito in azione contro questa che viene vista come una grossa invasione della privacy...

Non faccio fatica a credere che avranno più effetto che qui, dove dopo un anno di segnalazioni mobilitazioni lotte e promesse, siamo ancora a un passo dall'approvazione di norme a mio parere ancor più gravi e pericolose come quella sull'obbligo di rettifica per tutti entro 48 ore.

Tutto il mondo è paese?

Google e Verizon vicini ad un accordo

immagineGoogle, il più grande, e non solo, motore di ricerca e Verizon il più grande fornitore di banda larga negli U.S.A. sono vicini ad un accordo sostanzialmente per fornire accesso ai contenuti a velocità e tariffa variabile.

Se l'accordo dovesse diventare operativo sarebbe un colpo mortale alla neutralità della Rete che assomiglierebbe sempre più ad un supermercato e alla televisione tradizionale.

Molti sono gli interessi in gioco non ultimo quello dei consumatori.

Maggiori dettagli sono reperibili new york times

Google mangia la nostra privacy

Ancora di scottante attualita' e' l'ultimo caso Facebook, amato da molti per le potenzialita' di condivisione e socializzazione, odiato da molti altri per gli indiscutibili rischi legati alla divulgazione di dati personali, che  gia' un altro protagonista del Web torna a far parlare di se per problemi legati alla violazione della privacy.

Stiamo parlando di Google. Il colosso di Montain View e' ormai divenuto un fornitore di servizi indispensabili per chiunque utilizzi Internet; non e' solo "il" motore di ricerca con il quale quotidianamente milioni di individui trovano contenuti in rete, non solo e' tra i piu' diffusi fornitori di servizi di posta elettronica con il suo GMail, oltre ad aver realizzato un Web Browser come Chrome, da alcuni ritenuto migliore di Explorer e Firefox,  si e' specializzato in materia di geo-localizzazione.


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