La FIMI esulta ma per convincersi più che per convincere

Davvero non c'è limite alla spudoratezza e all'ignoranza.. La stampa, principalmente quella schierata, ha accolto senza tentennamenti l'esultanza dei rappresentanti delle major per il riesame, stabilito dalla Cassazione, del dissequestro del sito di torrent di The Pirate Bay. Cercando di evitare il legalese possiamo dire che piuttosto che una vittoria da parte delle major si tratta di un passo indietro nello svolgimento dell'iter giudiziario. Il riesame non equivale ad un nuovo sequestro, ci scrivono gli avvocati Gallus, Micozzi e Baia, “equivale appunto ad un riesame, cioè si tornerà a dibattere presso il Giudice del riesame se il sequestro è giusto oppure no, l'ultimo comma dell'art. 325 c.p.p. prevede che "Il ricorso per Cassazione non sospende l'esecuzione dell'ordinanza". Ciò significa che l'"annullamento con rinvio" disposto dalla Cassazione non fa rivivere automaticamente il provvedimento di sequestro del GIP di Bergamo. Sarà il Tribunale del riesame a dover decidere, nuovamente, sul punto. Chi perde avrà nuovamente il diritto di fare ricorso per Cassazione. Qualsiasi sia la sentenza della Cassazione non accadrà altro che un riesame del sequestro, si torna quindi indietro di un passo altro che vittoria. L'esultanza delle major sono più indicative del desiderio di influenzare la percezione della pubblica opinione che di una vera svolta giudiziaria. Per i downloader non cambia e non cambierà nulla, almeno per parecchio tempo. La Baia, più spavalda che mai, resta aperta anche agli italiani.” Questo vuol dire che le dichiarazioni trionfalistiche della Fimi riportate dalla stampa sono come minimo esagerate, Agli avvocati difensori della Baia Francesco Paolo Micozzi, Giovanni Battista Gallus e Giuseppe Campanelli non mancheranno certo altri argomenti, oltre quello preso in considerazione dalla Cassazione per ribadire che non è ipotizzabile il sequestro di tutti i coltelli da cucina perché un tizio ne ha usato uno per ammazzare la suocera, questa è in sintesi la situazione. Nessuno nega che i torrent di TPB portino a opere coperte da copyright così come nessuno nega che gli stessi portino a opere libere come tutte le distribuzioni Linux e un'infinità di altre non coperte da copyright, fermo restando che i torrent non sono altro che indirizzi quindi sequestriamo l'elenco telefonico poiché qualche malavitoso l'ha usato per scoprire l'indirizzo della sua vittima o meglio bloccare un intero tratto di autostrada perché qualcuno "statisticamente" supera il limite di velocità. “Consideriamo, ancora, “ scrivono gli avvocati “che il processo vero e proprio non è ancora iniziato. Ci troviamo, infatti, ancora in fase di indagini. Il caso di cui si parla riguarda unicamente il provvedimento cautelare reale: "sequestro si / sequestro no". Senza le motivazioni della Cassazione nessuno è in grado di stabilire quale sia la portata della decisione della Suprema Corte. Certo, visti gli argomenti portati a sostegno della Baia, la decisione ha sorpreso tutti. Vi sono, infatti, delle nullità assolute del procedimento penale che possono essere fatte valere in qualsiasi stato e grado del giudizio e che sono capaci di "resettare" l'intero procedimento penale contro TPB. Cosa succederà nel futuro? Solo dopo la pubblicazione delle motivazioni della III Sez. Pen. Della Cassazione potrà essere fissata nuovamente l'udienza di fronte al Tribunale del riesame di Bergamo, il quale dovrà tenere in considerazione quanto deciso dalla Cassazione . Ciò non significa, ovviamente, che il Tribunale del riesame dovrà confermare l'originario sequestro. Anzi. Lo potrà annullare, nuovamente, sulla base di un altro dei motivi del riesame. Stiamo in attesa delle motivazioni della Cassazione e della successiva fissazione di udienza al Riesame di Bergamo, dove continueremo ad assistere i Clienti con il massimo impegno finora profuso.” Il caso di TPB apre tra l'altro una questione giuridica non da poco se prendiamo in considerazione sia la privacy che il “sequestro” che, serve per costituire un vincolo di indisponibilità su di un bene, materiale o immateriale, sottraendolo al titolare: e nulla di tutto questo succede con il filtraggio dei siti, che è una mera censura, assolutamente non prevista dal nostro ordinamento.

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