Banda larga per lo sviluppo

di Giorgio Meloni

10 ottobre 2011

La settimana scorsa, come riassunto in questo articolo di Republlica, lo sviluppo delle infrastrutture per la banda larga hanno di nuovo confermato non solo la lentezza nel colmare il ditigal divide, ma l’assoluta mancanza di un vero programma industriale in questo senso, la mancanza della volontà e della forza politica per imporre lo sviluppo della rete. Da parte degli operatori del settore, d’altra parte, traspare chiaramente la solita logica dell’investimento solo in funzione di consistenti, facili e veloci profitti.

La banda larga dovrebbe essere invece un investimento infrastrutturale di priorità non solo nelle zone dove è già richiesta, ma anche nelle zone cosiddette “depresse”. Possibile che a nessuno venga in mente che la banda larga in fibra ottica sarebbe un ottimo modo per promuovere il ripopolamento delle campagne e delle montagne? Il motivo per cui a nessuno viene in mente è che la nostra classe dirigente è formata da persone legate a un modello di lavoro ormai superato. Con la banda larga molti lavori si potrebbero fare da casa, andando in ufficio solo quando strettamente necessario, decongestionando così le strade, di conseguenza inquinando meno, e dando nuova vita a centri rurali ormai sempre più desolati. E questo è solo uno degli innumerevoli esempi che si potrebbero fare.

Per attuare programmi simili è però necessaria una classe politica che riesca a capire la differenza fra un costo e un investimento a lungo termine, lungo non dal punto di vista di una persona matura che guarda al passato, ma di coloro che stanno nascendo in questi anni.

Commenti

purtroppo e' notizia di oggi che il CDM ha varato la finanziaria

oltre ai tagli che riguardano tagli alla sicurezza, e' stata confermata l'abolizione dei fondi destinati alla banda larga..

http://www.repubblica.it/economia/2011/10/14/news/berlusconi_tagli_dolorosi_a_ministeri-23224317/?ref=HRER1-1


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