Chi ha paura del software libero negli uffici pubblici

Proprio pochi giorni fa c’è stato il Linux Day, la giornata nazionale di Promozione del software libero. Ne parliamo con Nicolò Risitano, il presidente dell’associazione “La Sapienza L.U.G.” che ha organizzato la giornata. Innanzitutto cos’è un L.u.g.? Un Linux User Group è un’associazione apartitica che ha come obiettivo quello di promuovere e diffondere il software libero, tramite corsi, seminari, supporto tecnico ed iniziative come il Linux Day. Questo Linux Day è partito con una vecchia polemica politica. Di che si tratta? Un professore di un liceo romano ci ha scritto che secondo lui l’evento era politicizzato in quanto: “passarella per i politici di turno”, a causa dei patrocini che siamo riusciti ad ottenere. Niente di più falso. Il patrocinio è solo un mezzo per avere più visibilità nei confronti di istituzioni ed opinione pubblica. Il professore tral’altro è venuto e si è ricreduto. Possiamo dire però che questo è un evento “politico”, nel senso che uno degli obiettivi è quello di convincere le istituzioni che il software libero è anche un modo per non pesare sui bilanci? Politica” nel senso di attività per diffondere un’idea, lontano dalle ottiche di partito. Noi utilizziamo uno schema politico che è quello della propaganda, con volantinaggio, pubblicazione di materiale e promozione di eventi. Di fatto siamo fuori dalle logiche di partito, perché la nostra battaglia è trasversale, ma in questo senso è un atto politico. La diffusione negli uffici pubblici e nelle scuole ti sembra un obiettivo raggiungibile? Hai notato dell’ostracismo? Ti racconto un aneddoto. Luca Ferroni del Lug di Fabriano, stava realizzando un protocollo d’intesa per l’adozione di software libero in tutte le macchine della pubblica amministrazione. Era tutto già pronto. Beh, sembra che durante l’accordo sia arrivata la Microsoft e che abbia organizzato una riunione a porte chiuse. Il giorno dopo è saltato l’accordo. Nel Lazio che acade? Ho avuto dei colloqui con l’assessore del bilancio. Attendo notizie. Comunque devo fare una premessa: il dirigente pubblico di solito tende a non volersi prendere responsabilità. Vuole essere sicuro che l’abbia fatto qualcuno prima di lui, che sappia come sia andata a finire e poi che possa essere messo in atto senza problemi. Una volta che ti dà il mandato per procedere, non vuole più saperne di possibili ostacoli. Quindi dobbiamo saper lavorare sul campo: una volta che prendiamo un accordo, poi dobbiamo realizzarlo da noi. Ma tu sei in grado di quantificare quali potrebbero essere i risparmi? Il costo di un Windows server, che è utilizzato solitamente nelle amministrazioni, è di circa 3000 euro di base, più 500 euro per ogni client. Significa che in un ufficio con dieci pc, si risparmierebbero circa 8000 euro.

Commenti

apparte che mi sembra incompleto, come discorso..

Chi ha paura del software libero negli uffici pubblici

dove avete risposto alla domanda nel titolo??

comunque, il problema.. é che se si stanziano 10000€ per le licenze magari 2000€ ce li si può fregare.... se si stanziano soldi da dove li si prende?

- apparte che mi sembra incompleto, come discorso..    *concordo!

- Chi ha paura del software libero negli uffici pubblici      *lo hanno detto ... è Microsoft.

 

 

 

- comunque, il problema.. é che se si stanziano 10000€ per le licenze magari 2000€ ce li si può fregare....

   se si stanziano soldi da dove li si prende?     *purtroppo è ancora peggio!!!!!


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