Un granello di sabbia può bloccare la macchina

Parlamento Europeo Spesso pensiamo, almeno io penso, di essere un granello di sabbia e quindi di essere inutile, di non poter contare, la mia opera vana e insignificante. Certamente presa singolarmente è così ma se la mia opera segue o è seguita da altri allora può essere determinante, è questo il caso di invitare tutti ad un piccolo sforzo.

La Dichiarazione Scritta 12/2010, avviata l’8 marzo scorso dai membri del Parlamento europeo Françoise Castex (S&D, FR), Alexander Alvaro (ALDE/ADLE, DE), Stavros Lambrinidis (S&D, GR) e Zuzana Roithova (PPE, CZ), esprime grande preoccupazione per ACTA, dichiarando che l’accordo del negoziato deve rispettare la libertà di espressione, la privacy e la Neutralità della Rete (proteggendo gli attori della Rete contro l’eccessiva responsabilità legale), e invita la Commissione a pubblicare tutti i testi in corso di negoziazione. La sfida è grande. Rimane solo meno di un mese per raccogliere materialmente le firme di oltre la metà dei membri del Parlamento europeo (MEP). In caso di successo la dichiarazione scritta diventerà la posizione ufficiale del Parlamento. Più firme verranno raccolte, più forte sarà il messaggio politico della dichiarazione. Allo stato attuale sono 219 su 736 i MEP che hanno sottoscritto, nei prossimi 30 giorni sono necessarie almeno altre 150 sottoscrizioni. (Maggiori informazioni sulle Dichiarazioni scritte sul sito del Parlamento europeo) All’interno o all’esterno del Parlamento, ogni cittadino europeo può contribuire a questa iniziativa! Gran parte dei deputati sono soliti firmare le dichiarazioni scritte (i Parlamentari Europei devono firmare su di un tavolo di fronte all’emiciclo) durante le sessioni plenarie a Strasburgo:
* Settimana dal 14 al 17 giugno * Settimana dal 5 al 8 luglio Dal 7 all’11 giugno chiamate i loro uffici a Bruxelles! In sinergia con la risoluzione del 10 marzo adottata dal Parlamento in plenaria quasi all'unanimità, sarebbe un intralcio notevole ai piani della Commissione, del Consiglio e delle major. Purtroppo per raggiungere la maggioranza e far diventare la dichiarazione una posizione ufficiale del Parlamento che viene inviata formalmente alla Commissione, mancano ancora 150 firme di europarlamentari tonde tonde (ne sono state raccolte 219), che devono essere raggiunte entro e non oltre l'8 luglio. La forza della dichiarazione giace nella sua semplicità e nel fatto che è stata redatta e proposta da 4 parlamentari di gruppi piuttosto eterogenei: ALDE, S&D e PPE (!). Inoltrè è il perfetto complemento, ed è coerente con, la risoluzione del 10 marzo. Sarebbe una gran cosa (se lo reputate opportuno, naturalmente) dare diffusione o ricordare direttamente ai MEP l'importanza di questa dichiarazione, perché la prossima raccolta firme in plenaria, nell'apposito emiciclo, avverrà dal 14 al 17 giugno. Prendiamo tristemente atto che i Parlamentari europei eletti in Italia sono tra i fanalini di coda dei firmatari di questa importante dichiarazione scritta che metterebbe in seria difficoltà il nefasto progetto ACTA. Al momento solo 13 europarlamentari italiani su 72 hanno sottoscritto questo documento: Pino Arlacchi, Luigi De Magistris, Vincenzo Iovine, Gianni Vattimo e Niccolò Rinaldi (Italia dei Valori), Luigi Berlinguer, Silvia Costa, Guido Milana, Vittorio Prodi e Patrizia Toia (Partito Democratico), Barbara Matera e Erminia Mazzoni (Popolo della Libertà), Oreste Rossi (Lega Nord). Confidiamo anche sul tuo contributo per fare in modo che i nostri rappresentanti si riscattino presto da questa infausta posizione di retroguardia. Qui trovate la pagina costantemente aggiornata su chi ha firmato e chi no, con i relativi numeri di telefono che potete utilizzare per contattare i vari Parlamentari. Per essere incisivi non serve essere scortesi ma semplicemente chiedere che il MEP faccia un piccolo sforzo e si rechi a firmare la Dichiarazione Scritta coerentemente alla votazione a suo tempo effettuata per arginare le fortissime pressioni delle lobby che vogliono imporre il trattato ACTA che, mi permetto di ricordare, trasformerebbe Internet in un unico supermercato censorio e monocorde asservito al potere. Non abbiate timore a fare una telefonata ai nostri parlamentari, può essere quella che lo fa decidere per la firma.


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