Un mondo senza Windows

stradaleOggi (25 Gennaio 2010) è stata depositata in tribunale l'istanza di una class action di ADUC contro Microsoft per l'annosa questione della preinstallazione forzata di Windows.

Come sapete, la principale ragione per cui i nostri concittadini si ostinano ad utilizzare Windows è che non conoscono nient'altro. E non conoscono nient'altro anche (ma non solo) perché si trovano Windows pre-installato sul PC al momento dell'acquisto. Sanno benissimo che, anche riportando i CD (quando esistono) al rivenditore non sarebbe mai possibile ottenere la restituzione di una qualunque somma di denaro, anche minima, per cui fanno buon viso a cattivo gioco e se lo tengono. Grazie a questo meccanismo, Microsoft continua a dominare il mercato ed i nostri concittadini continuano ad usare l'unico sistema operativo al mondo che abbia bisogno del pannolone-antivirus per funzionare in condizioni di sicurezza.

Ora, finalmente, è stata depositata una richiesta collettiva di risarcimento (“class action”) contro Microsoft in cui si chiede al Giudice di imporre a Microsoft di riprendersi il suo software e di restituire agli utenti la somma corrispondente. Questa richiesta di ADUC si basa su un precedente del 2007 in cui un Giudice di Pace aveva già dato ragione ad un utente che voleva indietro i suoi soldi. Ci sono quindi fondate speranze di ottenere soddisfazione.

Se la class action avrà successo, diventerà finalmente possibile liberarsi di Windows e sarà possibile sapere quanto effettivamente viene fatto a pagare per esso (da alcune analisi sembra che costi all'utente finale tra i 60 ed i 90 € al pezzo). Questo potrebbe aprire la strada a PC consegnati senza sistema operativo (pronti a ricevere una fiammante, sibilante e gratuita copia di Ubuntu Linux, Fedora, BSD o persino Haiku) o dotati in partenza di qualcosa di diverso (si spera almeno Ubuntu Linux o qualcosa di simile).

A questo punto è possibile che il “popolino” là fuori, non più mantenuto nell'ignoranza e nella sudditanza, si accorga dell'esistenza di sistemi operativi che non impiegano fino a sei minuti a partire e quindici a spegnersi (causa aggiornamenti), che non richiedono il riavvio dopo l'installazione del software, che non si piantano due o tre volte al giorno per ragioni incomprensibili, che non richiedono l'uso di antivirus e firewall per sopravvivere in un ambiente ostile come Internet e che non infastidiscono l'utente con decine di pop-up (molte delle quali pubblicitarie, incomprensibili o persino minacciose). A quel punto, per Microsoft e per gli altri operatori commerciali del settore si profilerebbe all'orizzonte una vera catastrofe. Pensate: per sopravvivere sarebbero addirittura costretti a consegnare software in grado di fornire una “user experience” fluida e piacevole come quella che riescono a fornire (da anni) dei sistemi operativi e dei programmi applicativi sviluppati da... volontari che lavorano gratuitamente nei ritagli di tempo, come Linux, BSD, LibreOffice e via dicendo.

Ce la faranno?

Commenti

Chiedete a Media World quanti PC venderebbero senza Windows preinstallato.

E chiedete anche quante richieste hanno di un PC con preinstallato Linux:)

E già che ci siete chiedelo anche a tutti gli altri centri commerciali.

 

Ma sporattutto chiedete alla moltitudine di aziende pubbliche e private Italiane ed estere, dove parlare di software, sia come sistema operativo che come applicazioni vere e proprie, è sinonimo di Microsoft. E' buono perché è sviluppato da Microsoft, gira su piattaforma Microsoft, richiede Microsoft sql...sono affermazionoi che si sentonon ripetere fino alla nausea, sono quasi schifato. Purtroppo però è una realtà così radicata che difficilmente si riuscirà a vedere un risultato concredo a breve termine. Qualche cosa si muove, è vero, ma è sempre una goccia in mezzo al mare, ma che cos'è il mare se non un insieme di gocce? Speriamo...


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