In democrazia sono i cittadini che dettano le leggi: ci battiamo per una cultura libera, la revisione dei brevetti e la difesa della privacy

10 DIRITTI E PRINCIPI DI INTERNET

Questo documento definisce dieci diritti e principi fondamentali che devono costituire la base della governance di Internet.I principi sono proposti da una rete aperta di persone e di organizzazioni che lavorano per la difesa dei diritti umani nell’ambiente Internet: la Dynamic Coalition su I Diritti e Principi di Internet. I principi sono radicati nelle norme internazionali sui diritti umani e derivano dalla Carta dei Diritti umani e dei Principi per Internet elaborata dalla coalizione.

 

Internet offre opportunità senza precedenti per la realizzazione dei diritti umani, e svolge un ruolo sempre più importante nelle nostre vite quotidiane. E’ quindi essenziale che tutti gli attori, pubblici e privati, rispettino e proteggano i diritti umani su Internet. Devono anche essere prese decisioni per garantire che Internet funzioni e si evolva in modi che soddisfino il più possibile i diritti umani. Per contribuire a realizzare questa visione di un ambiente Internet basato sui diritti, i 10 Diritti e Principi sono:

Conferenza internazionale dei Pirati: la Germania nega il visto ai delegati marocchini

Durante la seconda conferenza dell'Internazionale dei Partiti Pirata (PPI), tenutasi a Friedrichshafen, in Germania, una delegazione del Partito Pirata del Marocco avrebbe dovuto presenziare per discutere dell'ammissione al PPI.

Nonostante l'invito formale da parte del Piratenpartei tedesco e la conformità a tutte le condizioni richieste per il rilascio del visto Schengen, come la prenotazione dell'albergo, il biglietto aereo di ritorno e il possesso di fondi sufficienti, ai membri della delegazione è stato rifiutato il visto d'ingresso in Germania dalle autorità tedesche per il rischio di "immigrazione clandestina".

Deve essere sottolineato il fatto che i membri delle sezioni giovanili di altri partiti più convenzionali ricevono il loro visto, senza alcun caso conosciuto di rifiuto per permettere loro di partecipare a eventi internazionali organizzati dall'Internazionale Socialista, il Partito Popolare Europeo o Liberal International. In aggiunta, i membri del Partito Pirata Marocchino sono seri studenti universitari con voti elevati a dimostrazione di questo e affermare che presentano un rischio di immigrazione clandestina è un'assurdità patetica.

Il Partito Pirata protesta contro questa azione xenofoba e deplora la pericolosa discesa dell'Europa intera in un clima di razzismo e paranoia. Il nostro paese, con un partito come la Lega Nord al governo, non è nelle condizioni di dare lezioni agli altri, ma è nostra ferma intenzione protestare con veemenza per fermare questa deriva xenofoba che ricorda tempi non troppo lontani.

Huffington economy

Qualche giorno fa America OnLine si è comprata per 315 milioni di dollari lo “Huffington Post” di Arianna Huffington (http://www.huffingtonpost.com/). Per chi non lo sapesse, lo Huffington post è un gigantesco aggregatore di notizie che raccoglie informazioni da oltre 3000 blog. Grazie a questi 3000 blogger, lo Huffington post produce un traffico medio intorno ai 9 milioni di visitatori unici al mese (il mio blog personale ne produce mediamente circa tremila) e permette ai suoi gestori di fatturare qualcosa come 16 milioni di dollari all'anno di pubblicità. Nonostante questo, lo Huffington post dà lavoro a soli 89 dipendenti e non paga una lira a nessuno dei suoi 3000 “contributor”. Arianna Huffington, invece, riceverà nel 2011 circa 2 milioni di US$ di stipendio da AOL. In buona sostanza, si tratta della più colossale e spudorata operazione d sfruttamento abusivo di manodopera mai concepito in campo editoriale. Ovviamente, alla notizia dei 2 milioni di US$ di stipendio percepiti dalla titolare i suoi 3000 schiavi (perché di schiavi si tratta) hanno minacciato lo sciopero. Questo è solo il primo caso, e per ora il più clamoroso, di una situazione che siamo destinati a vedere sempre più spesso.

E se l'assenza di un leader fosse un'opportunità?

pirataPoiché è ormai evidente ed assodato che deputati e senatori sono sul “mercato” andiamo all'asta e compriamoli noi, noi cittadini. Raccogliamo fondi da mettere a disposizione di chiunque deputato o senatore decida di passare dalla nostra parte. Compriamo il Parlamento. Per salvare la faccia mettiamo in piedi fondazioni e nominiamoli amministratori delegati o al vertice di qualche altra istituzione redditizia e, naturalmente, inutile. Ovviamente la mia è una provocazione, è cinismo ma, a quanto pare è la realtà quotidiana, vedi il gruppo di deputati che hanno salvato il boss dalle dimissioni o gli enti inutili sempre promessi di eliminazione ad ogni elezione e mai realmente cancellati. A parlare di democrazia diretta, a questo punto, viene da vergognarsi, ci si sente marziani. Altro che partecipazione ormai non si può parlare che di partecipazione a delinquere. Paghiamo tutti i compromessi sbagliati che abbiamo fatto in questi ultimi 15/20 anni, gli inciuci che hanno minato alla base la nostra democrazia, errori madornali come quello di non applicare un divieto a candidarsi qualora titolari di concessioni governative. Rimbecilliti dalla televisione e dalle sceneggiate che trasmette in continuazione sono poche le persone che pensano di potersi opporre a questa deriva suicida. Non si tratta più solo di qualche episodio ma di una consuetudine subdola che si è insinuata nel vivere quotidiano, nella mentalità comune, accettata come naturale.

Un mondo senza Windows

stradaleOggi (25 Gennaio 2010) è stata depositata in tribunale l'istanza di una class action di ADUC contro Microsoft per l'annosa questione della preinstallazione forzata di Windows.

Come sapete, la principale ragione per cui i nostri concittadini si ostinano ad utilizzare Windows è che non conoscono nient'altro. E non conoscono nient'altro anche (ma non solo) perché si trovano Windows pre-installato sul PC al momento dell'acquisto. Sanno benissimo che, anche riportando i CD (quando esistono) al rivenditore non sarebbe mai possibile ottenere la restituzione di una qualunque somma di denaro, anche minima, per cui fanno buon viso a cattivo gioco e se lo tengono. Grazie a questo meccanismo, Microsoft continua a dominare il mercato ed i nostri concittadini continuano ad usare l'unico sistema operativo al mondo che abbia bisogno del pannolone-antivirus per funzionare in condizioni di sicurezza.

Ora, finalmente, è stata depositata una richiesta collettiva di risarcimento (“class action”) contro Microsoft in cui si chiede al Giudice di imporre a Microsoft di riprendersi il suo software e di restituire agli utenti la somma corrispondente. Questa richiesta di ADUC si basa su un precedente del 2007 in cui un Giudice di Pace aveva già dato ragione ad un utente che voleva indietro i suoi soldi. Ci sono quindi fondate speranze di ottenere soddisfazione.

Applicazioni come catene

applicazioni-cateneIl Natale 2009 e quello 2010 hanno segnato l'avvento degli smartphone e delle loro “apps”. A quanto pare, in questo momento almeno il 10% degli Italiani dispone di un telefono dotato di sistema operativo ed in grado di ospitare applicazioni di vario tipo. È facile prevedere che nel giro di 5 o 10 anni questa percentuale si avvicinerà al 100%. A questo punto, è necessario fare qualche riflessione riguardo a questo nuovo ecosistema digitale.

Esistono almeno due ragioni “legittime” per sviluppare un'applicazione per smartphone: molte cose non si possono fare usando solo un web browser ed anche quelle che si possono fare risultano spesso scomode sul display da tre pollici di questi dispositivi. Questo però ha portato alla sostituzione massiva di tutte le vecchie applicazioni web (i cosiddetti “siti web dinamici”) con le corrispettive applicazioni per smartphone. A sua volta, questo ha “imprigionato” gli utenti all'interno delle applicazioni stesse.

Arrestati Pirati in Tunisia

Comunicato Stampa

Lettera aperta a Piero Sansonetti

logo wikileaks

di Stefano Bocconetti

Caro Piero, ti sbagli, Wikileaks è una miniera di notizie


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