In democrazia sono i cittadini che dettano le leggi: ci battiamo per una cultura libera, la revisione dei brevetti e la difesa della privacy

La concessione del WiFi

WiFi spot

Alessandro Bottoni sul suo blog chiarisce come sarà il WiFi libero promessoci dai politici con l'abrogazione del decreto Pisanu = braccialetto elettronico, "cioè quel dispositivo che si fa calzare ai delinquenti in libertà vigilata". L'articolo qui

 

Chi ha paura del software libero negli uffici pubblici

Proprio pochi giorni fa c’è stato il Linux Day, la giornata nazionale di Promozione del software libero. Ne parliamo con Nicolò Risitano, il presidente dell’associazione “La Sapienza L.U.G.” che ha organizzato la giornata. Innanzitutto cos’è un L.u.g.?

Ma serve ancora il giornalista?

immagineMentre il mondo dell'editoria discute attorno alla difficile competizione tra giornalismo tradizionale e “citizen's journalism”, Wikileaks mette a soqquadro ancora una volta il mondo dei media. In verità, si tratta sempre della prima volta perché anche in questo caso a far notizia sono i documenti che riguardano la guerra in Iraq ed Afganistan. Nonostante questo, il messaggio è chiaro: a far “informazione” ormai è soprattutto il web, non i giornali tradizionali e meno che mai la televisione. Soprattutto, le notizie vengono ormai diffuse nella loro forma originaria, cruda e scottante, senza alcun filtro.

L'ingordigia delle major

Non c'è più sordo di chi non vuol sentire. A suo tempo, 30 dicembre 2009 il Ministro Bondi estese il decreto sul “legittimo compenso” ai dispositivi “idonei” o “capaci” di memorizzare dati travalicando il concetto espresso originariamente di “destinati a ...”, i consumatori protestarono e fecero presente che si trattava di un'indebito regalo alla SIAE. Ampliare il range della gabella portava a un'ingiustizia macroscopica, tra l'altro le somme in gioco si aggirano fra i trenta e i quaranta milioni di Euro all'anno. Sostenemmo che se già era ingiusto dover pagare sul presupposto che effettuando una copia privata questa fosse in violazione del copyright abnorme era la pretesa di pagare anche su tutto quello che fosse idoneo alla registrazione/archiviazione di dati.

Il ritorno del futurismo

Sono sicuro che ci avete fatto caso anche voi: quasi tutte le formazioni nate negli ultimi vent'anni hanno la parola “futuro” nel nome. Soprattutto quelle di destra. Basti pensare a “Fare Futuro” di Gianfranco Fini ed a “Italia Futura” di Luca Cordero di Montezemolo. Addirittura, sembra che la destra sia riuscita ad appropriarsi del titolo di “forza progressista” in questo paese lasciando la sinistra al palo. Ma, al di là di questi italianissimi paradossi, che cosa dovrebbe voler dire “fare futuro” al giorno d'oggi?

La censura che vale solo per i poveri

Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha perfettamente ragione quando dice: «La neutralità della rete è un tabù che ostacola la creazione dell’Ngn (Next generation network)» (come riporta Reppublica di qualche giorno fa), almeno come la intendono i  “padroni del vapore”. Ha detto qualcosa di simile qualcuno negli anni ’20/30: «....gli ebrei ostacolano lo sviluppo della razza ariana e la creazione della Grande Germania...». Certo l’ha detto in tedesco e non in inglese ma il senso è quello: abolire l’eguaglianza per prevaricare, per depredare, per il profitto.

Manifestazione FIOM-C.G.I.L. 17 OTTOBRE 2010

i pirati alla manifestazione della FIOM

il PP svedese resta fuori dal Parlamento

battaglia navale


Fatal error: Unknown: Cannot find save handler mm in Unknown on line 0