Apple ed EMI rinunciano ai DRM

Apple (legittimamente) cerca il profitto.
EMI anche.

La strategia e' semplice:
"Non volete i DRM?, Benissimo, pagando qualcosina di piu' otterrete un brano libero da DRM e con qualita'
migliore (non paragonabile a quella di un CD, ovviamente...e' pur sempre un MP3). Siete contenti?
Siamo stati bravi..?"

Diciamo che Apple para il culo alla EMI (guadagnandoci)

Perche' il vero problema per le case come EMI si chiama Jamendo
Il loro vero problema e' il nascere ed il diffondersi di musica open source
Il vero problema di EMI (e non di Apple) e' che oggi mi posso produrre, registrare e distribuire da solo
con buone idee, capacita' (cose che cmq vengono richieste anche dalle major) ed un sistema pubblicitario
e distributivo a costi bassi come la rete, i circuiti P2P e lo sbattimento di mettere su qualche pagina in HTML
o con blog gratuiti...

Succede con il software, con la musica, inizia a succedere con il cinema
Questa cosa che parte dal basso e poi va su fa venire il panico ai futuri disoccupati della EMI

E la Apple gli vende un servizio che aveva gia' costruito: Un sistema di distribuzione musicale a pagamento
con delle regole "fair" per la riproduzione... (che inevitabilmente attira piu' clienti. In piu' alla Apple son cosi' sciccosi...)

E siccome alla Apple non sono scemi, immagino che si faranno pagare a percentuale dalle major
per garantire la distribuzione delle loro canzonette.

Quindi se il brano musicale costa di piu'perche' e' senza DRM, suona meno peggio, o per tutte e due le cose...
Apple guadagna di piu'.

E senza altro sforzo che mandare fuori Jobs a dire:

"Oh, Io...penso che i DRM siano una stronzata."

Che e' poi quello che pensano tutti, e quindi mr. Jobs guadagna in pubblicita'...
(ve lo immaginate Bill Gates fare una cosa simile? Sembrerebbe Stanlio...)
Ma Steve e' un marchio. Bill no.

Ora se alla EMI e dintorni fossero meno c0gli0ni, avrebbero gia' da tempo potuto
distribuire il loro prodotto SENZA DRM e SENZA pagare un sovrapprezzo ad Apple per il "disturbo"...

Ma se fossero meno c0gli0ni avrebbero capito da tempo che il destino dell'editoria musicale
e' legato alla capacita' di essere null'altro che una agenzia di pubblicita'
che si accolla le spese per lanciare un autore in cambio di un periodo di tempo blindato
durante il quale ricavare profitto.

Ma siccome tutte le spese di distribuzione, stampa, incisione, sono ridotte alla prima copia,
in quanto con il digitale le uniche spese vive sono la corrente elettrica e gli stipendi dei dipendenti,
allora il ricavo previsto dalla casa editrice musicale e' mooolto superiore a quello di una equivalente casa in era pre-digitale...

L'unica cosa che rimane tale come costo per la casa editrice musicale e' la pubblicita'.
Ma a questo punto perche' non si reinventa come agenzia di pubblicita' per artisti?.
Affronta il costo pubblicita', sfrutta il suo marchio, lo rivende ai suoi clienti.
Un pochino piu' cara delle altre, ma brandizzata.

Come Apple. Un pochino piu' cara ma brandizzata.

Ma solo un pochino piu' cara. E meno esosa su certi accampati "diritti".
E diciamo che una tecnologia di watermarking, potremmo anche accettarla
(purche' palese). Allora rientreremmo nelle logiche del mercato.
Se EMI vuole sopravvivere deve rivendere meglio il suo brand.
Sony lo avrebbe avuto un bel brand ma coi rootkit s'e' sputtanata.

Chi troppo vuol...

E come Apple ha capito che eliminare il chip fritz dai suoi Macintel
era l'unica strada per vivere, cosi' dovra' far capire (guadagnando)
ai suoi fornitori che eliminare il DRM dalle canzoncine e' vitale. Tanto pagano i clienti.
Noi.

Si puo' anche essere disposti a pagare per avere dei diritti,
Ma siccome NOI PAGHIAMO, TU FAI QUELLO CHE DICIAMO NOI... E NIENTE SCHERZI, CHE SIAMO TANTI...

(ma Apple ha veramente eliminato fritz? No, perche' io temo sia una bufala)

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